Biografia

Massimo SimoniniSe dovessi fare un riassunto di ciò che ho scritto e fatto fino ad oggi, mi basterebbe semplicemente fare copia incolla.

Ma ad elencare qualche piccolo successo sono capaci tutti. Invece questa è l’unica biografia che mi piacerebbe condividere: la storia di come tutto è cominciato.

Mi chiamo Massimo Simonini e sono nato nel settembre 1983 a Roma.

Qui ho imparato tutto quello di cui avevo bisogno: andare in bicicletta, cadere dalla bicicletta, leggere e scrivere.

A dieci anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Era tutta di plastica grigia, scricchiolava, ma era perfetta per inventare storie che poi, puntualmente, finivano in fondo ad un cassetto.

Anche con i numeri però non me la cavavo male e così, per non correre rischi, anno dopo anno mi iscrissi prima al liceo scientifico, e poi ad ingegneria civile. Non ho mai pensato allo studio come ad un peso e, tra un esame e l’altro, continuavo a partecipare a serate letterarie, a mettermi in gioco, a studiare scrittura e a sperimentare.

Arrivavano delle piccole conferme, i primi copioni teatrali, e piano piano superavo anche la vergogna di condividere con gli altri le mie storie. Insomma, cominciavo a capire che, anche da ingegnere, sarebbe stato impossibile smettere.

Quando studiavo alle scuole medie, professori e amici dicevano di me “Si vede che non sei proprio portato per la scrittura“. Quando ero alle superiori, gli stessi dicevano “Da grande farai il giornalista“. Io, per fortuna, seguivo semplicemente il mio istinto.

Massimo SimoniniTutto è cambiato nel 2012: una piccola casa editrice decide di investire su di me e sulla pubblicazione del mio primo romanzo, Il Teorema di Goran, arrivano i premi, il pubblico si emoziona a teatro con E lasciati amare, inizia la collaborazione con Sperimentiamo, partono i laboratori di scrittura creativa nelle scuole… Il mondo ha cominciato a prendere una forma nuova e dei colori meravigliosamente vividi.

Passo notti insonni e poi prendo la mia decisione: appendo la laurea al muro, nel vero senso della parola, e ricomincio tutto daccapo. Un sogno vale qualsiasi rischio ed io avevo finalmente trovato la mia strada!

Oggi faccio questo per vivere. Scrivo.

E più penso a questo insolito percorso, più mi rendo conto di quanto il trucco sia nel dare alla vita le priorità che essa merita. Pesare le cose, tenere stretti i propri sogni, dire sempre Grazie e, ogni giorno, provare a fare un passo in avanti.

La felicità è così vicina. La felicità è così semplice.