Presepe all’italiana

Presepe all'italianaCommedia in due atti

 

Regia: Maurizio Navarra

Debutto: 3 gennaio 2015

 

Gaspare, comprato usato sui banchi di Piazza Navona, Melchiorre, regalato da un amico milanese, e Baldassarre, alla sua prima “esperienza”, appena uscito dai laboratori di San Gregorio Armeno; tre personaggi tra loro così diversi ma con lo stesso originale lavoro: statuine del presepe.

Si esce dalla dimensione ortodossa della rappresentazione religiosa per entrare in una veste decisamente più comica. Su questo feeling si innestano altri cinque personaggi, quasi dei disturbatori, delle piccole prove da superare per giungere all’obiettivo ultimo: assistere in diretta alla Natività senza dovere aspettare il 6 gennaio per essere messi nel presepe.

Tutto nasce da una provocazione di Gaspare e lo scherzo prende il via su una serie di sketch dove il filo narrativo passa in secondo piano: si creano situazioni diverse, incontri con personaggi e ambienti che i tre protagonisti non conoscono e ai quali reagiscono con originali equivoci. La conoscenza con il “preseparo”, la ricerca di una strategia di “infiltrazione”, il complotto per rapire la statura del Bambinello, ecc.

Ma non è solo il racconto di un presepe, è qualcosa di più: un omaggio all’italianità dei personaggi, peculiarità fondamentale dell’opera. Ecco il sapore familiare del testo, fatto di citazioni più o meno velate ma sempre volute della commedia del Bel Paese, passando per Steno, Totò, De Filippo, e ancora Troisi, Risi e Monicelli.

Primo Premio al Concorso Nazionale di Drammaturgia “La giara”

BALDASSARRE Io qui rischio che se mi scoprono mi cacciano via, al mio primo giorno di lavoro. Siamo degli abusivi!
MELCHIORRE Esagerato! Abusivi è un parolone… noi siamo ospiti.
BALDASSARRE Ospiti?
GASPARE C’ha ragione er milanese. Noi siamo ospiti giunti in anticipo. E che ci possono dire a noi? (guarda Melchiorre che non capisce) Ci vedono e dicono “Ecco il romano, il milanese il napoletano” … un, due, tre e ci fanno passare.
BALDASSARRE Ma quale “un due tre” che sembriamo una barzelletta. No, no, io non ci sto.

 

Per richiedere il copione scrivere a: autore@massimosimonini.it