I Campisi di Marzamemi

Anno: 2025

Edizioni Efesto

Pagine: 212

Prezzo di copertina: 15,00 €

C’è un piccolo scoglio in Sicilia, lì dove l’Italia si adagia prima di sprofondare nel blu del Mediterraneo, ambìto da Greci e Romani, Arabi e Spagnoli, Francesi e Genovesi. A Marzamemi la pesca è abbondante e i suoi abitanti sono benedetti: tonno rosso, pesce azzurro e un rito antico fatto di sacro e profano, di santi calati in mare e infinite reti cucite a mano.

“Tunnu friscu, tunnu sutta sali!” grida Turiddu Campisi a bordo di un carretto malandato che si impolvera per le vie della provincia. Da pescatori ad artigiani, da commercianti a imprenditori, all’ombra frastagliata della tonnara prende vita un’impresa familiare che in due secoli raggiunge tutto il mondo grazie all’unicità dei suoi prodotti e alla solidità delle sue tradizioni.

Il romanzo familiare dei Campisi è un affresco racchiuso tra il luccichio delle lampare e una campagna che profuma di pomodori asciugati al sole e vino rosso. La storia di un patto secolare tra padri e figli, un legame antico nato a bordo di scure imbarcazioni dove il destino degli uomini si è unito per sempre a quello del mare.

«Cosa vuol dire Marzamemi?» domandò il bambino.

«Baia delle tortore, dicono alcuni. Piccolo porto, secondo altri.»

«E per voi?»

«Mi piace credere alle tortore. Anche noi, se voliamo via, se andiamo lontano, alla fine torniamo sempre a questo mare, come fanno i migratori. Il nostro posto è qui.»

Turiddu fece una pausa più lunga, sembrava guardasse qualcosa di molto lontano, ma il nipote non capiva che era una cosa lontana nel tempo, non nello spazio.